Oggi si celebra la giornata mondiale dell’educazione. È una giornata importante, che ci ricorda quanto ancora dobbiamo lavorare per garantire a tutti i bambini un diritto fondamentale. Per l’occasione, vorrei proporvi un film di cui ho parlato diverso tempo fa nel mio altro blog, Il ragazzo che catturò il vento, film del 2019 diretto da Chiwetel Ejiofor, al suo esordio da regista. Il film è basato sulla vera storia di William Kamkwamba.

Malawi, primi anni 2000. William (Maxwell Simba) è un ragazzino curioso, proveniente da un villaggio povero e soggetto a carestie. Quando i suoi genitori decidono di mandarlo a scuola, William si imbatte nello studio dell’energia elettrica. Curioso, decide di utilizzare le sue conoscenze per provare a costruire un mulino a vento capace di reperire l’acqua per il villaggio.

È un film estremamente interessante e che spinge a riflettere. Trovo assurdo che, superato il 2000, ci siano ancora parti del mondo in cui le persone fatichino non solo a mantenere una vita dignitosa, ma addirittura a sopperire i bisogni essenziali. Tutto ciò mentre, in altre parti, c’è uno spreco immane e inutile di risorse essenziali. È assurdo che, ancora oggi, molti bambini non abbiano la possibilità di studiare, di crearsi un futuro e portare progresso nel proprio paese. Credo che prima di tante battaglie, sconfiggere queste disuguaglianze sia essenziale. E il film parla proprio di questo. Parla di un ragazzino, come tanti, a cui viene reso difficile il diritto allo studio, di una realtà geografica in cui le risorse basilari vengono ancora meno. Questo film però dà una speranza, William in qualche modo riesce a costruirsi un futuro.

“Prendiamo in mano i nostri libri e le nostre penne. […] Sono le nostre armi più potenti. Un bambino, un insegnante, un libro e una penna possono cambiare il mondo.”

– Malala Yousafzai