Buon fine settimana! Oggi vorrei approfondire con voi un principio fondamentale per chi lavora in ambito sociale e giuridico ma meno conosciuto, forse, per chi è fuori da questi ambiti. Sto parlando del principio di sussidiarietà. La Costituzione spiega questo principio nell’articolo 118:

Le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei princìpi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza.
I Comuni, le Province e le Città metropolitane sono titolari di funzioni amministrative proprie e di quelle conferite con legge statale o regionale, secondo le rispettive competenze.
[…]
Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà.

Questo significa che le diverse istituzioni devono creare le condizioni necessarie per permettere alla persona e alle aggregazioni sociali di agire liberamente nello svolgimento della loro attività. L’intervento dell’entità di livello superiore, qualora fosse necessario, deve essere temporaneo e teso a restituire l’autonomia d’azione all’entità di livello inferiore.

La sussidiarietà si può applicare in maniera orizzontale o in maniera verticale.

La sussidiarietà verticale riguarda le Istituzioni: l’esercizio della responsabilità pubblica deve riguardare, in particolare, le autorità più vicine ai cittadini (enti locali), a cui vanno forniti i mezzi finanziari e amministrativi necessari all’erogazione di queste facoltà. Questo vuol dire che la responsabilità degli interventi di primo interesse dei cittadini spetta agli enti locali, se però costoro non riuscissero, attraverso una manifesta incapacità, intervengono gli enti pubblici gerarchicamente superiori (Province, Regioni e Stato).

La sussidiarietà orizzontale riguarda invece il rapporto tra le Istituzioni e i cittadini: lo Stato e gli enti locali devono parte lasciare modo e fornire gli strumenti ai cittadini per prendersi cura anch’essi degli interventi di primo interesse. Si proibisce quindi al pubblico di intervenire nell’ambito di vita e di azione delle famiglie, se queste sono in grado di gestirsi da sole. Se non in grado, lo Stato ha l’obbligo di supportare e di mettere in condizione le famiglie e i cittadini di aiutarsi da soli, per favorire il loro empowerment.

La Repubblica assicura alle persone e alle famiglie un sistema integrato di interventi e servizi sociali, promuove interventi per garantire la qualità della vita, pari opportunità, non discriminazione e diritti di cittadinanza, previene, elimina o riduce le condizioni di disabilità, di bisogno e di disagio individuale e familiare, derivanti da inadeguatezza di reddito, difficoltà sociali e condizioni di non autonomia, in coerenza con gli articoli 2, 3 e 38 della Costituzione.

Ai sensi della presente legge, per “interventi e servizi sociali” si intendono tutte le attività previste dall’articolo 128 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112.

La programmazione e l’organizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali compete agli enti locali, alle regioni ed allo Stato ai sensi del decreto legislativo 31 marzo 1998, n. 112, e della presente legge, secondo i principi di sussidiarietà, cooperazione, efficacia, efficienza ed economicità, omogeneità, copertura finanziaria e patrimoniale, responsabilità ed unicità dell’amministrazione, autonomia organizzativa e regolamentare degli enti locali.

Gli enti locali, le regioni e lo Stato, nell’ambito delle rispettive competenze, riconoscono e agevolano il ruolo degli organismi non lucrativi di utilità sociale, degli organismi della cooperazione, delle associazioni e degli enti di promozione sociale, delle fondazioni e degli enti di patronato, delle organizzazioni di volontariato, degli enti riconosciuti delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese operanti nel settore nella programmazione, nella organizzazione e nella gestione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.

Alla gestione ed all’offerta dei servizi provvedono soggetti pubblici nonché, in qualità di soggetti attivi nella progettazione e nella realizzazione concertata degli interventi, organismi non lucrativi di utilità sociale, organismi della cooperazione, organizzazioni di volontariato, associazioni ed enti di promozione sociale, fondazioni, enti di patronato e altri soggetti privati. Il sistema integrato di interventi e servizi sociali ha tra gli scopi anche la promozione della solidarietà sociale, con la valorizzazione delle iniziative delle persone, dei nuclei familiari, delle forme di auto-aiuto e di reciprocità e della solidarietà organizzata.

La presente legge promuove la partecipazione attiva dei cittadini, il contributo delle organizzazioni sindacali, delle associazioni sociali e di tutela degli utenti per il raggiungimento dei fini istituzionali di cui al comma 1.

Legge 328/2000, art. 1