Ciao a tutti! Passate le feste eccoci tornare sulle rubriche solite. In particolare, vorrei riprendere la minirubrica riguardante le competenze chiave nel servizio sociale. Gli autori del testo da cui sto riprendendo le informazioni per scrivere la rubrica presentano come seconda competenza fondamentale la creatività, definita come la capacità di sviluppare idee, alternative e possibilità di intervento, per risolvere problemi in modo originale. Il contesto in cui si lavora è fondamentale per sviluppare la creatività. Essa, infatti, è una capacità che cresce anche grazie alle relazioni con le altre persone. Questo è importante se pensiamo che spesso gli assistenti sociali lavorano in un contesto fortemente burocratizzato, caratterizzato da procedure e norme. Come ricordano gli autori, però, le norme non devono impedire al professionista di sviluppare una propria autonomia d’azione.

Gli autori individuano diverse strategie per coltivare la creatività:
1. La prima è uscire dagli schemi, imparando a ragionare al di fuori dello spazio predefinito. Per far ciò però è importante essere consapevoli e avere la giusta conoscenza. Non si può improvvisare senza conoscere;
2. La seconda strategia è imparare a connettere, a unire i vari pezzi. Per imparare ciò Mednick considera degli elementi essenziali, ovvero il fatto che fare associazioni implica ipotizzare relazioni fra ciò che si conosce e ciò che si può intuire; e che quanto maggiore e diversificata è la conoscenza di un fenomeno, tanto più alta sarà la probabilità che le nuove idee siano attivate attraverso diverse associazioni;
3. La terza strategia riguarda lo sviluppare ipotesi alternative. È importante perciò non fermarsi alla prima soluzione, ma sforzarsi per cercarne delle altre, anche se apparentemente meno immediate e ragionevoli.
4. La quarta e ultima strategia prevede il confrontarsi con gli altri, che possono essere soggetti sia formali che informali (anzi, a volte questi ultimi si rivelano più utili!). Un rischio di questa strategia però è quello che lo psicologo sociale Janis chiama groupthink, ovvero il fenomeno che porta i membri di un gruppo sociale a cercare il consenso, evitando di andare a fondo sulle questioni per scongiurare un eventuale conflitto e per mantenere stabile l’identità del gruppo. È un rischio concreto, da cui bisogna stare attenti.

La creatività è un modo di essere: è curiosità senza conformismo, è il non accontentarsi mai della prima risposta o di una sola risposta. È soprattutto la capacità di porsi continuamente domande.

Piero Angela