Buona domenica a tutti. Come sapete, oggi è la festa del lavoro. Potrei parlare di tante cose rispetto a questo tema, tanta è la materia su cui riflettere. Ho deciso però di parlare di un argomento estremamente importante, ma di cui si parla troppo poco, quello delle morti bianche, di coloro che perdono la vita nel lavoro. In occasione della giornata sulla sicurezza sul lavoro, che si è svolta il 28 aprile scorso, l’INAIL ha reso disponibili i dati relativi al primo trimestre di quest’anno.

INAIL evidenzia come, a partire dal 1 gennaio 2022, sono state 194.106 le denunce di infortunio sul lavoro, più del 50,9% rispetto allo stesso periodo nel 2021, quando di erano registrate 128.671 denunce. 189 di questi incidenti hanno avuto esiti mortali (l’ultimo caso ha coinvolto un operaio impegnato nel palazzo della Farnesina). “Dall’analisi territoriale emerge un incremento di 11 casi mortali nel Centro (da 34 a 45), di sette nelle Isole (da 8 a 15), di tre nel Nord-Est (da 38 a 41) e di due nel Nord-Ovest (da 47 a 49). Il Sud è il solo a registrare un calo (da 58 a 39). Tra le regioni con i maggiori aumenti si segnalano la Lombardia e la Toscana (+8 decessi per entrambe) e il Veneto (+6), con i maggiori decrementi l’Abruzzo (-8 casi), la Campania (-7) e il Piemonte (-5). L’incremento rilevato tra i primi trimestri del 2021 e del 2022 è legato solo alla componente femminile, i cui casi mortali denunciati sono passati da 14 a 24, mentre quella maschile scende da 171 a 165. In aumento le denunce dei lavoratori italiani (da 158 a 163), in calo quelle dei comunitari (da 9 a 8) e in parità quelle degli extracomunitari (18 in entrambi i periodi). Dall’analisi per classi di età, da segnalare gli aumenti dei decessi tra gli under 40 (da 34 a 49 casi) e tra i 45-49enni (da 22 a 24), in calo quelli tra i 40-44enni (da 17 a 16) e tra gli over 49enni (da 112 a 100).” (https://www.inail.it/cs/internet/comunicazione/sala-stampa/comunicati-stampa/com-stampa-open-data-marzo-2022.html)

Per quanto riguarda le denunce di malattia professionale, i dati rivelano che sono state 14.517, in aumento di 934 casi rispetto allo stesso periodo del 2021 (+6,9%). A tal proposito, sono di rilievo i dati relativi alle infezioni da Covid di origine professionale. Sono stati segnalati infatti 48.790 contagi, già superando i casi totali del 2021 (47.858 casi). Rispetto ai due anni di pandemia precedenti, però, c’è una forte riduzione dei casi mortali. L’ambito sanitario e sociale è quello che raccoglie il maggior numero di denunce di contagio.

A questo link trovate il bollettino trimestrale in cui INAIL raccoglie tutti i dati.

Questi dati fanno riflettere, specialmente se si pensa che esiste una normativa specifica e ben delineata in merito alla sicurezza sui luoghi di lavoro, la legge 68/1999, per cui si prevede un obbligo formativo sia per i datori di lavoro che i lavoratori. Cosa non sta ancora funzionando, quindi?