Buona giornata! Come sapete tutti, qualche giorno fa la Corte Costituzionale si è espressa, per il momento pubblicando solo un comunicato stampa, sull’illeceità dell’attribuzione automatica del cognome paterno ai figli.

Secondo il comunicato stampa: “La Corte ha ritenuto discriminatoria e lesiva dell’identità del figlio la regola che attribuisce automaticamente il cognome del padre.
Nel solco del principio di eguaglianza e nell’interesse del figlio, entrambi i genitori devono poter condividere la scelta sul suo cognome, che costituisce elemento fondamentale dell’identità personale. Pertanto, la regola diventa che il figlio assume il cognome di entrambi i genitori nell’ordine dai medesimi concordato, salvo che essi decidano, di comune accordo, di attribuire soltanto il cognome di uno dei due.
In mancanza di accordo sull’ordine di attribuzione del cognome di entrambi i genitori, resta salvo l’intervento del giudice in conformità con quanto dispone l’ordinamento giuridico.

Tale regola, infatti, è risultata contraria a quanto espresso in diversi articoli della Costituzione e della Convenzione europea dei diritti dell’uomo. In particolare:
– Articolo 2 Costituzione: La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.
– Articolo 3 Costituzione: Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
– Articolo 117 Costituzione: Lo Stato ha legislazione esclusiva nelle seguenti materie: […] i) cittadinanza, stato civile e anagrafi
– Articolo 8 Convenzione europea dei diritti dell’uomo: Ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza. Non può esservi ingerenza di una autorità pubblica nell’esercizio di tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una società democratica, è necessaria alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere economico del paese, alla difesa dell’ordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e delle libertà altrui.
– Articolo 14 Convenzione europea dei diritti dell’uomo: Il godimento dei diritti e delle libertà riconosciuti nella presente Convenzione deve essere assicurato senza nessuna discriminazione, in particolare quelle fondate sul sesso, la razza, il colore, la lingua, la religione, le opinioni politiche o quelle di altro genere, l’origine nazionale o sociale, l’appartenenza a una minoranza nazionale, la ricchezza, la nascita od ogni altra condizione.

La legge arriva dopo una lunga serie di sentenze, ricorsi, battaglie legali e richiami da parte della Comunità Europea. Tocca ora al legislatore capire come applicare questa indicazione della Corte Costituzionale.

Per quanto mi riguarda, penso sia una splendida notizia. Non sono una persona che desidera per forza trasmettere il proprio cognome, ma credo sia ora che ci sia finalmente questa possibilità. Possono essere tanti i motivi per cui voler trasmettere un cognome piuttosto che un altro (cognomi denigratori, voler recidere un rapporto tossico con la famiglia di origine…) ed è giusto che si possa finalmente decidere. Ed è anche un modo per ridare dignità a una parte della famiglia che è sempre stata messa da parte e oscurata in favore dell’altra (per esempio, quanti di voi sanno i cognomi delle vostre ascendenti?).

Voi che ne pensate?