Buona domenica! Come state? Si, so che ho rallentato la pubblicazione, ma come ho scritto in altri articoli sto affrontando un periodo particolarmente pieno. Ma bando alle ciance! In questo ultimo mese ho partecipato agli incontri del caffè letterario organizzato dall’ordine degli assistenti sociali dell’Umbria. Negli incontri sono stati presentati sei libri, scritti da colleghi assistenti sociali.

Nel primo incontro abbiamo incontrato Gianfranco Mattera, autore di Brutte storie bella gente, Le due madri e La prima volta che ho visto le stelle. Mattera è un autore che già conoscevo e di cui ho letto i primi due libri. Le sue sono storie di vita quotidiana, che trattano temi che un assistente sociale incontra sempre nel proprio lavoro. Nel primo libro racconta di diversi casi con cui si imbatte un assistente sociale che lavora nei servizi sociali del Comune, in Le due madri si racconta di una storia di affido familiare, dal punto di vista della madre affidataria e di quella naturale, nell’ultimo, che non ho letto, si racconta la storia di una bambina con la sindrome di Down e della sua famiglia. Potete scoprire meglio i suoi libri qui.

Nel secondo incontro abbiamo incontrato la collega Carla Sabatini, che ci ha raccontato del suo libro Memorie di un’accoglienza, in cui ha riportato la sua esperienza di assistente sociale in un centro di accoglienza per richiedenti asilo. Nonho ancora avuto modo di leggerlo, ma da come è stato raccontato sembra essere molto interessante. Permette infatti di capire come funziona davvero l’accoglienza di queste persone, e soprattutto di conoscere le loro storie. Lo potete acquistare qui.

Il terzo incontro ha visto come protagonista Roberto D’Alessandro, con il suo romanzo I marchiati, in cui ha raccontato trent’anni di lavoro come assistente sociale all’interno del Sert (ora chiamato Serd). Anche qui, vengono raccolte tante storie di persone con cui l’autore si è ritrovato a lavorare. Non ho letto neanche questo libro, ma cercherò sicuramente di recuperarlo. Lo trovate sempre su Internet.

Il quarto e ultimo incontro non ha riguardato un romanzo ma un manuale, motivo per cui può risultare più lontano dall’interesse dei non addetti ai lavori. Sto parlando di Deontologia come habitus, di Maria Pia Fontana, Marco Giordano, Antonella Gorgoni e Antonio Nappi. Il testo, partendo dall’analisi del nuovo codice deontologico, riflette sull’importanza dell’etica è della deontologia per la professione di assistente sociale, e di come essa possa applicarsi nella società attuale, in pieno mutamento. Ho trovato interessante, da quello che è emerso nella presentazione, la relazione tra servizio sociale e crisi climatica e tra servizio sociale e nuove tecnologie. Anche questo è un libro che sicuramente comprerò. Sul sito della casa editrice potete trovare più informazioni in merito al libro.

Sono stata felice di aver avuto modo di partecipare a questi incontri, sia perché sono stati un ottimo momento di formazione, sia perché mi fa piacere che ci sono colleghi che hanno deciso di raccontare la professione. Ne abbiamo bisogno.