Ciao a tutti! Come sapete oggi è la giornata internazionale dei diritti della donna. Onestamente non credo ci sia da festeggiare, dato che la strada per la parità è ancora molto lunga. A tal proposito vorrei proporvi un testo che molto riflette in questo senso, Invisibili di Caroline Criado Perez. Quello che vi propongo è tratto dalla prefazione del libro.

La storia dell’umanità, così come ci è tramandata, è un enorme vuoto di dati. A cominciare dalla teoria dell’Uomo cacciatore, gli studiosi del passato hanno lasciato poco spazio al ruolo delle donne nell’evoluzione culturale e biologica. Al contrario: si è deciso che le vite degli uomini dovessero rappresentare il percorso di tutto il genere umano. E così non sappiamo nulla di come vivesse l’altra metà: sulle donne, spesso, non vi è altro che il silenzio.
Ed è un silenzio onnipresente, che pervade tutta la nostra cultura. Cinema, giornalismo, letteratura, scienza, urbanistica, economia: le storie che ci raccontiamo riguardo al nostro passato, al presente e al futuro sono tutte contrassegnate – deturpate – da una “presenza – assenza” che ha la sagoma del corpo femminile.
Ma il problema non finisce qui. Quei silenzi, quei vuoti, hanno effetti che si ripercuotono sulla vita quotidiana delle donne in modi che potrebbero sembrare marginali […].
È importante chiarire sin da ora che l’assenza di dati di genere non è sempre malevola, e neppure premeditata. Spesso è solo la conseguenza di un modo di pensare che esiste da millenni e che, in un certo senso, è un modo di non pensare. Una duplice inerzia di pensiero, se vogliamo: gli uomini si danno per scontati, e delle donne non si parla neanche. Perché quando diciamo “umanità”, tutto sommato, intendiamo l’insieme degli individui di sesso maschile.
Non è un’idea nuova. L’aveva già esposta Simone de Beauvoir nel 1949, in un famoso passo: “L’umanità è maschile e l’uomo definisce la donna non in quanto tale ma in relazione a sé stesso; non è considerata un essere autonomo. […] Egli è il Soggetto, l’Assoluto: lei è l’Altro”.

Ci sarebbe tanto da dire sul tema della parità di genere, spero solo che questa giornata possa essere di stimolo per approfondire l’argomento, per riuscire piano piano a non renderla più una giornata necessaria.